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MEDAGLIA DELLA DIVISIONE PER IL 2012

Prof. Nicola CARDELLICCHIO

CNR – Istituto per l’Ambiente Marino Costiero Sede di Taranto

Via Roma, 3 – 74100 Taranto   e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Nicola Cardellicchio, laureato in Chimica  presso l'Università degli Studi di Bari con 110/110 e lode, dal 1983 è ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Attualmente è dirigente di ricerca e responsabile dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero - U.O.S. di Taranto. Coordinatore di numerosi progetti di ricerca nazionali ed internazionali è stato docente in varie università (Bari, Lecce, Potenza) e vincitore della cattedra di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali presso l’Università del Salento.   Dal 1981 è iscritto alla Società Chimica Italiana, socio fondatore della Divisione di Chimica Ambientale (ora Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali) ne è stato presidente per i trienni 2001-2003 e 2007-2009. Ha organizzato oltre 25 congressi e scuole e fatto parte di 75 comitati scientifici di varie iniziative. I settori scientifici di interesse della sua attività di ricerca sono la chimica dell’ambiente marino, i fenomeni di inquinamento e degrado ambientale, l’ecotossicologia e le tecnologie di remediation ambientale. E’ autore di oltre 180 pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali ed editor di 5 volumi nel settore della Chimica dell’Ambiente e del Monitoraggio Ambientale.

Prof. Giacomo CHIARI Getty Conservation Institute, Los Angeles, CA – USA

Giacomo Chiari, professore presso l'Università di Torino, ha lavorato come cristallografo nel campo della diffrattometria sia a cristallo singolo che di polveri. In tale campo ha prodotto più di 60 pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali. Dal 1968 si è occupato di conservazione di monumenti in terra cruda, specialmente archeologici, dedicandosi alla caratterizzazione chimica e mineralogica del materiale. Ha introdotto l’uso del silicato di etile come consolidante di superfici (anche dipinte) in terra cruda e partecipato come consulente a progetti dell'UNESCO, del Ministero degli Affari Esteri Italiano, del National Geographic  e della Ford Foundation in Iraq, Turchia, Perù, Arabia Saudita, Equador, Tajikistan, Cipro, Spagna, Inghilterra ed Italia.  Dal 1989 ha esteso il suo campo di interesse nell'ambito della conservazione dei monumenti alla pietra, alle malte ed alle pitture murali. Ha collaborato allo studio degli affreschi del Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina, della Galleria Carracci a Palazzo Farnese,  del Beato Angelico nella Cappella Niccolina e del Botticelli in Sistina per quanto riguarda i pigmenti, sia per il loro riconoscimento che per evidenziare eventuali alterazioni e/o presenza di sali. Per quanto riguarda il Giudizio Universale si è occupato di due problemi specifici: lo scolorimento "a righe" del cielo dipinto a Lapis Lazuli, e la datazione dei "braghettoni" sulla base della identificazione dei pigmenti e della preparazione degli interventi a tempera, allo scopo di decidere quali tenere e quali eliminare. I risultati di tale studio sorprendentemente soddisfacenti sono stati oggetto di invited conferences in Brasile (San Paulo, Salvador de Bahia, Belo Horizonte) e negli Stati Uniti (Fogg Art Museum di Harvard, Columbia University, Institute of Fine Arts di Chicago, New York University ed al Metropolitan Museum di New York). Ha inoltre messo a punto un metodo di datazione di affreschi basato sulla orientazione magnetica preferenziale dell’ematite e la caratterizzazione (sincrotrone, neutroni) del Maya Blu. In questo settore ha prodotto più di 70 pubblicazioni.Nel 2003 Chiari si è trasferito al Getty Conservation Institute di Los Angeles come Chief Scientist, dove dirige un gruppo di circa venti scienziati dedicati allo studio e conservazione di Beni Culturali.

 

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